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le maddalene 

 

Fra Storia, Arte e Scienza

Il convento delle Maddalene, attuale sede dell’iis “l. Da vinci” e la chiesa attigua, ora teatro, furono fondati da alcuni monaci eremiti della congregazione del beato Pietro Gambacorta da Pisa detti “giro lamini”. Intorno al 1395, Frate Angelo di Corsica, uno dei primi soci di Pietro Gambacorta, giunse a Padova. Ma il vero fondatore del complesso fu Arcangelo Sabba da Gubbio che rimase nelle Maddalene per sessant’anni dal 1395 al 1455, data della sua morte. Inizialmente il P. Arcangelo si collocò, con alcuni suoi compagni, vestiti del saio color roano, ossia nero rossiccio, in alcune casupole di un piano tra le praterie, subito fuori della città, dove sorse il Borgo Nuovo, nella località detta “Verdara”.

LA STORIA

L’espansione dei girolamini

A partire dal 1420 andarono infittendosi le donazioni di immobili alla congregazione dei Gerolimini di Padova, retta da Prete Arcangelo Sabba da Gubbio e iniziarono a costruire la prima chiesa, consacrata nel 1463 oltre ad ampliare quello che sarebbe diventato il convento. L’importanza del cenobio di Santa Maria Maddalena crebbe progressivamente nel corso del XV secolo. Un evidente riconoscimento del valore della congregazione fu l’assegnazione nel 1443 dal papa Eugenio IV della gestione del monastero di Lispida, con relative cave sul colle di Lispida, situato sui colli Euganei tra Battaglia e Arquà Il cenobio di Padova fu uno dei più illustri della congregazione nel Veneto, il secondo della regione. Lo precedeva, per importanza, soltanto quello di S. Sebastiano all’Angelo Raffaele in Venezia. I Girolamini aprirono nel Cenobio una fiorente scuola di belle lettere nel 1516 e nel secolo seguente vi aggiunsero quella delle scienze per i nobili. Nel 1773 erano già andati via da Padova, il Convento si trasformò in collegium zooyatricum, ossia scuola di veterinaria e i frati, passarono ad abitare il convento d’Ispida. Nel 1822 circa subentrarono i Fatebenefratelli che rimasero per più di 70 anni. Nel 1896 venne soppresso anche l’ordine ospedaliero. 

LA STORIA

L’Ospedale, laicizzato, passò in amministrazione alla Congregazione di Carità e da questa, nel 1902, all’Ospitale Civile che lo tenne fino al 15 settembre 1911. Nella vecchia sede sopravvisse un ospedale privato sotto la guida del Dottor Prof. Alessandro Borgherini che lo sviluppò notevolmente ricoverando ammalati d’ambo i sessi. Con la prima Guerra Mondiale l’edificio e le pertinenze furono requisiti dall’Ospedale Militare, che aveva la sede, nel vicino ex convento di San Giovanni da Verdara. Nel 1917 la Provincia acquistò dal Comune il vecchio stabile con la chiesa annessa ed il terreno circostante e vi istituì una nuova Scuola Tecnica, l’ex monastero fu allora occupato dalla “Scuola Tecnica Alberto Cavalletto”. Durante la guerra, in seguito alle incursioni aeree austro-germaniche, del gennaio e febbraio 1918 il corpo ovest, affacciato sulla strada, e quello sud subirono gravi danni. Le porzioni residue praticabili furono adattate per il Tribunale di Guerra e il Carcere Militare, e, dopo la battaglia di Vittorio Veneto, a Caserma degli Alpini. La Provincia, intendendo liberarlo concesse nel 1922 ai Padri Fate- Bene- Fratelli di ritirare dall’ex convento e dalla Chiesa annessa loro proprietà prima della requisizione, ogni arredo sacro e tutti gli oggetti sacri. Rimasto libero, l’organismo nel 1922 fu destinato ad ospitare la Reale Scuola Tecnica “Galileo Galilei” e venne restaurato acquisendo anche una nuova facciata, quella dal lato ovest, confinante con la via S. Giovanni di Verdara. Durante il periodo fascista fu anche sede dell’ Opera Nazionale Balilla, e nel 1936 la chiesa fu trasformata in sala di proiezione e palestra, funzione, quest’ultima, mantenuta fino al 1981. Nel dopoguerra l’ultimo cambio di destinazione con l’insediamento del nostro Istituto “L. da Vinci”

le maddalene

Un complesso In continua evoluzione

Le casupole, dove si stanziarono, inizialmente i monaci, sorgevano tra l’oratorio duecentesco di S. Barnaba, dei Gesuati, e l’area sulla quale nel 1400 fu edificata la chiesa di S. Maria Maddalena con monastero per le convertite, forse per questo chiamato delle Maddalene, anche nei tempi posteriori, quando esse non v’erano più. Le monache vi rimasero poco perché nel 1420 chiesa e monastero passarono ai Gerolamini con nell’anno seguente il vicino S. Barnaba. L’area si trova nella zona nord-ovest di Padova, sulla sinistra del Bacchiglione, fuori del recinto delle prime mura della città, nella via un tempo delle Convertite, poi delle Maddalene, poi dei Fate-bene-fratelli, ora di S. Giovanni di Verdara